Salone del Gusto e Terra Madre

Oggi è partito il primo giorno del Salone del gusto e Terra Madre, un appuntamento sentito da molti come momento saliente per credere che la nostra Madre Terra sia forte, incontaminata e invincibile. Un appuntamento per gli appassionati del settore, per chi realmente crede alla cura e all’amore del proprio frutto, un immancabile incontro! Fino al 29 ottobre i Saloni del Lingotto Fiere a Torino saranno divisi in tantissimi stand, ognuno con una sua particolarità, un sapere dal sapore antico e genuino che semina e costruisce al di fuori delle sue campagne, si insinua tra le vie della città e penetra nelle conoscenze di chi come molti crede che l’agricoltura sia un mestiere meccanico acqua-sole-terra, e non di amore, cura, gioia nella crescita e riuscita di un raccolto.

In una Italia che stenta alla  sopravvivenza, tra tagli in diversi settori e tasse, ha perso la serenità e la capacità di credere nella realtà. Se ci osserviamo intorno vediamo vite costruite sull’apparenza, su ipocrisie, sulla fragilità. Risulta difficile immergersi in un mondo costruito su piccoli tasselli.. ed è questo quello che ricreano iniziative come Terra Madre prima perché ritorniamo alla nostre radici, la terra; secondo poi il Salone del Gusto che rievoca nei nostri palati gli antichi sapori di casa della nonna, del raccolto fresco.

Questi eventi sono la forza, sono esattamente come sono stati definiti dai loro stessi creatori “cibi che cambiano il mondo” e lo ricorda lo stesso presidente di Slow Food in conferenza stampa, Carlo Petrini, il quale ha combattuto dal 1996 affinché si guardasse al recupero del patrimonio alimentare tradizionale e che oggi si anima per lo sviluppo a livello mondiale di questo progetto. A pensarci bene, non può nemmeno essere definito “progetto”, lo chiamerei meglio come “rispetto” del mondo in cui abitiamo e delle sue particolarità locali che devono essere curate e gestite nel rispetto dei tempi e dei processi naturali, così come si stanno impegnando chi oggi è dietro lo stand a presentare il suo stile, il suo prodotto, la sua vita. Si parla di trasformare noi stessi, dal tempo del consumismo, periodo felice, semplice, poco impegnativo, con le banane di Warhol, l’usa e getta “ikeiano”, il compro poi butto, poi si vede, ad un periodo “costrittivo” subentrato grazie a fattori contingenti che hanno portato in molti l’idea di doversi rinnovare in uno stile diverso. Quello che un tempo era descritto come alternativo, oggi non lo è più. Si sente maggiore impegno respirare nell’aria e come un uragano, il Salone del Gusto e Terra Madre, porta un vento nuovo che vibra e si lascia trasportare e diffondere delicatamente negli animi di chi assiste all’evento rigenerativo.

Così si conosco contadini, imprenditori, professori, professionisti e tutti coloro del settore o meno che sono disposti a cambiare il loro stile di vita partendo dal basso, dal quotidiano, da quello che mettiamo in tavola nel rispetto nostro e del nostro organismo, allontanando cibi-spazzatura e tutto ciò che possa essere nocivo nei nostri piatti, i fertilizzanti e quant’altro possa alterare gli equilibri naturali del prodotto. Momenti di raccolta e di liberi confronti per un futuro che non vada a gravare sulle future generazioni.

Chi ha la possibilità di farvi un salto, uscirà come purificato da contaminazioni “industriali” per far pace con il mondo, con le sue culture, con gli incontri fra culture diverse che creano a loro volta nuove connessioni in un perpetuare nell’aria un arricchimento dolce e sensuale.

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