LEIL ZAHRA MORTADA

 

“Per tutti coloro che hanno chiesto dove le donne dell’Egitto sono! Sto cercando di compilare tutte le foto con le donne egiziane in loro.Un omaggio a tutte le donne là fuori combattimento, e le cui voci e volti sono nascosti agli occhi del pubblico!”[1] 

È così che inizia la sua rivoluzione silenziosa, un sussulto d’impeto che vuole documentare la presenza delle donne nelle piazze a manifestare; non una Tahrir, ma centinaia le piazze dove sfilano le giovani donne per i loro diritti, per un futuro nuovo, una presenza “rosa” che non ha avuto la obiettiva visibilità mediatica mondiale.

I giornali erano troppo concentrati sugli eventi che in modo repentino segnavano le strade del mondo orientale che non hanno offerto un meritano spazio mediatico alle giovani donne che si sono prese di coraggio nell’affrontare le forze dell’ordine e che non poco hanno contrastato con la forza e la violenza.

Il suo album “le donne della rivoluzione egiziana” [2] è stato diffuso nella sua pagina Facebook, tracciando come ogni donna cha ha partecipato alla rivoluzione, ognuna a suo modo. L’attivista nella prefazione del suo album ha voluto sottolineare come le immagini che lei sta raccogliendo sono frutto di una collaborazione esterna da parte di tutti gli utenti, che lei non ha personalmente scattato le foto, ma si fa artefice della raccolta con il fine di ottenere una rilevanza mediatica. Incita lei stessa al rispetto e alla policy dell’album per cui, chiunque fosse intenzionato a minacciare o disturbare il clima della pagina, ha la possibilità di scrivere per e-mail ogni tipo di contestazione; così come chiunque reclami i diritti della propria immagine è possibile farlo.

Inoltre invita tutti “a concentrarsi sul fare rumore su ciò che sta accadendo in Egitto. Protestare tramite le compagnie telefoniche Vodafone e Orange, protestare contro i vostri governi e le ambasciate egiziano e tunisino! La solidarietà internazionale è quello che ci serve!” [3]

Incita alla lotta, alla protesta continua e coesa. Un ruolo importantissimo è svolto dal suo stesso sito www.leilzahra.net dal sottotitolo “ Far Rumore, più rumore”.

Questa giovane donna ha deciso di realizzare un progetto per creare sostanza nel ruolo attivo della donna nelle proteste, in particolar modo durante la rivoluzione egiziana attraverso un processo costruito on line per dar voce a chi è inascoltato, dalle donne alle donne, da piazza Tahrir fino a tutti i focolai di protesta.

La denuncia, non è di per sé concentrata sulla protesta, ma sul ruolo della donna che spesso viene emarginato e dimenticato; il progetto si propone di combattere l’oblio della storia mettendo in risalto il ruolo delle donne a vari livelli nel momento di passaggio di una nuova realtà politica nascente in Egitto. Le donne sono parte di ogni società e sono lo spettro della vita sociale, economica e politica. È la storia che tende a isolare in molti casi la partecipazione femminile e a tenerla in ombra, evidenziando una partecipazione di soli uomini e ad attribuire loro ruoli da protagonisti, come un’esclusività. Da questo risentimento parte la voglia di raccontare, di diffondere e di condividere con il resto del mondo una storia non contraffatta, una “Herstory”, la donna-storia.

Nel sito vi sono dei report che intendono, tramite link,  far luce sulla partecipazione e creare uno strumento per l’emancipazione delle donne di tutto il mondo. I video danno la possibilità di esser visti con i sottotitoli in 5 lingue, in inglese, in francese, in tedesco, in italiano e in castigliano. Sono 3 link in cui 3 donne si raccontano, descrivono le loro esperienze di vissuto personale e si aprono alla costruzione del dialogo e alla partecipazione: Trailer 1 : Mona Hussein, età 50 anni; Trailer 2: Sanaa Seif, età 17 anni; infine il trailer 3 Hanan Sadek, età 52 anni.

Inoltre si esorta a seguire anche su altri due canali social, ad iscriversi sulla loro piattaforma  YouTube che offre la possibilità di esser ascoltati. Uno strumento non solo per diffondere, ma è anche una piattaforma per raccogliere user generated, per cui ampliare la partecipazione. Ed inoltre il potersi unire alla pagina Facebook “ Le parole delle donne” per continuare ad essere aggiornati e seguire tutte le attività.

 

 

Questa pagina risulta essere molto seguita, il fattore principale è che in questo caso un‘ulteriore sezione è stata inserita, ovvero quella di YouTube che consente l’interazione fra i tre canali social e permette un’efficace integrazione e trasmissione.  La pagina ha 4.932 followers, ed ha avuto un picco durante metà febbraio per due cause in particolare, una riguarda il ricordo delle manifestazioni contro il governo di Mubarak due anni dopo e l’altro tema è la lotta contro la violenza sulle donne. 

Leil Zahra Mortada è molto seguita sia su Facebook, da più di 4mila utenti, che su Twitter dove anche lì i numeri fioccano, con oltre 16 mila followers. In entrambi i social i temi affrontati sono tra i più caldi, un aggiornamento constante tiene vivo e alto l’interesse per la partecipazione e l’interesse. Anche se l’interesse primario è quello di risollevare le sorti del suo Paese, l’Egitto.

Immagine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...