The uprising of women in the Arab

Le donne non sono solo le testimoni della rivoluzione, ma da molto tempo hanno compreso come il mezzo potesse loro aiutare nel diffondere e richiedere diritti e poteri che ancora oggi stentano a crescere. In molte si sono impegnate tramite associazioni a cercare di implementare una rivoluzione culturale e sociale sia negli uomini che nelle donne stesse incapaci di comprendere in modo alternativo la loro esistenza, perché educate così, semplicemente a credere ed obbedire. 

Dopo le rivolte della Primavera Araba per le donne la situazione non sembra cambiata di molto, anzi in alcuni casi è anche peggiorata.  Una campagna è partita nel novembre 2012 e ad oggi continua nella pagina del gruppo Facebook “The uprising of women in the Arab”, fondato da quattro donne: Haidar e Younes dal Libano, Sally dall’Egitto e Farah dalla Palestina, ha raggiunto più di 12mila utenti che le seguono.

Il gruppo nasce il 25 ottobre 2011 e richiama a sé l’attenzione di molti internauti-attivisti che commentano, condividono e partecipano alle loro cause. Il tema portante è la violenza sulla donna che viene portata avanti con post e testimonianze, ma un corollario di temi e di sfaccettature sulla condizione femminile tengono alta l’attenzione. Liberazione, politica, cambiamento culturale, punti di vista differenti che cercano di far conoscere le donne arabe come donne uguali alle altre, ma che hanno bisogno del sostegno comunitario.

Per cui nel 2012 scatta la campagna on line, il gruppo invita gli uomini e le donne di tutto il mondo a caricare sia su Facebook che su Twittet una foto dove esporre il perché sostenere la causa delle donne arabe e spiegando il motivo del supporto all’iniziativa. I motivi che si leggono fra le immagini sono molto forti, intrisi di discriminazione sessuale e provengono da tutto il mondo, un tam tam veloce che crea partecipazione e volontà nel porre fine alla sottomissione.

Un patrimonio di immagini si possono vedere sul social Flickr[1] e provengono da tutto il mondo con una forte presenza maschile.

 

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Su Twitter la campagna è stata molto partecipata. La loro pagina è frequentatissima, e sin dalla presentazione nella biografia mostrano il carattere rivoluzionario “ Per un mondo arabo femminile senza paura, libero e indipendente”[2] essendo un micro blogging le quattro fondatrici raccontano, partecipano e coinvolgono i loro followers, testimoniando delle buone pratiche della loro terra e denunciando le violenze. Il ruolo dei link è fondamentale in questo canale che permette il collegamento ad altri siti, ad altre campagne e blog, per far crescere con e tramite la rete, il cambiamento messo in atto per una nuova Primavera tutta al femminile.

Le loro attività sono collegate al centro dal sito http://uprisingofwomeninthearabworld.org/

È in arabo con la possibilità di essere tradotto in inglese.

Innanzitutto abbiamo subito il logo,        

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dove si comprende nell’immediato che tratta di tematiche femminili e , grazie all’astuta grafica ci permette di localizzare geograficamente quale parte del mondo prende in considerazione. Infatti osservando bene il volto della donna si nota che è stilizzata la mappa geografica dell’Africa e del Medio Oriente.

Il sito si divide in 4 macro aree che sono anche riprese sulla barra del menù: una parte relativa alle notizie, una relativa alla narrazione di storie di vita, una dedicata al blog e infine la campagna fotografica.

Il sito è semplice, ma estremamente chiaro. Il colore bianco aiuta a distinguere bene i diversi contenuti, la barra del menu contiene poche, ma importanti informazioni e non sovraccarica la vista dell’utente che, in questo modo, riesce a distinguere bene e rapidamente tutti i contenuti.

La barra del menu non fa altro che segnalare le quattro macro aree su cui è basato il sito con, in aggiunta, una parte relativa ai contatti, in cui si permette all’utente di interagire con la redazione con un semplicissimo click.

Si tratta sicuramente di un sito di nuova generazione che fa molto affidamento sulla visibilità offerta dai social network. Non a caso sulla colonna di destra è facile notare uno specchietto dedicato a Facebook e uno a Twitter. Nello spazio Facebook è importante notare il pulsante del “like” che permette all’utente di seguire gli aggiornamenti sui social senza però essere costretto ad abbandonare la pagina di navigazione. Subito è segnalato quanti sono i like della pagina e quali sono le ultime persone ad aver visitato il profilo. Più o meno lo stesso avviene nello speccietto dedicato a Twitter in cui vengono segnalati gli ultimi 3 tweet.

 

L’area news

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L’area news è strutturata seguendo dettagliatamente gli ultimi trend della comunicazione. Vengono segnalate le sette notizie più importanti e grazie all’utilizzo dello slide-show la visibilità è assicurata. Si fa un largo uso delle vignette e di foto. Ogni notizia appare sullo slide-show per cinque secondi, quindi in 35 secondi l’utente è a conoscenza delle principali tematiche affrontante nel sito. Inoltre le miniature permettono al visitatore i soffermarsi maggiormente sulla notizia che più lo interessa senza costringerlo ad aspettare lo slide delle altre tematiche. I temi affrontati rappresentano un riassunto delle altre tre macro aree, una notizia è dedicata agli eventi o manifestazioni o proteste che si sono tenute nei giorni precedenti o che avverranno in quelli successivi.

4 notizie sono dedicate, invece, alla narrazione mettendo in evidenza i racconti e le storie di maggior interesse. Le ultime due notizie sono, invece dedicate , alla campagna fotografica.

 

 

Racconta la tua storia

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Si tratta senza dubbio dell’area più importante e più innovativa dell’intero sito. In questa parte si nota la vera e propria essenza della pagina web. Queste donne hanno deciso che l’interazione con l’utente è alla base di tutto e dedicano un’intera area alla narrazione delle storie che vengono loro scritte. Si tratta di esperienze di vita che arrivano da tutte le parti del mondo arabo, dalla Giordania allaTunisia, dall’Egitto alla Palestina. Il risultato che si raggiunge è doppio; da una parte si intrattiene l’utente con la descrizione di storie reali, mentre dall’altra si dimostra un grado di interazione totale con chi vuole sostenere la causa. Chiunque si senta coinvolto sa che può raccontare la sua storia in qualsiasi momento, sa di aver trovato un media pronto a dargli voce. In questo modo il sito si auto-alimenta di nuovi contenuti, reali e quindi estremamente interessanti. Inoltre si familiarizza con l’utente, lo si porta a impersonificarsi con la causa, lo si convince che internet è uno strumento attraverso il quale determinate cose possono uscire allo scoperto.

L’utente è per natura interessato a raccontare la propria storia, un po’ per il protagonismo insito nell’essere umano, un po’ perché sa che chiunque nel mondo può avere accesso a delle informazioni che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da trasmettere.

In questo modo l’utente è naturalmente spinto a cliccare nella parte relativa ai contatti che offre subito la possibilità di inserire il nome, indirizzo mail e messaggio.

 

 

 

 

 

Il blog

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Alla parte relativa all’esperienze raccontate dagli utenti, queste quattro donne affiancano lo strumento del blog in cui vengono riportate tutte le notizie del sito con però la possibilità di commentare e di scaricare eventuali documenti. Inoltre alla fine di ogni articolo sono segnalati tutti i contatti mail, Facebook, Twitter e del sito web delle donne del mondo arabo; sono presenti tutti i link relativi alle iniziative e i contatti Facebook che segnalano gli eventi di tutto il mondo sul tema. Anche in questo caso l’interazione con l’utente è massima. Si fa di tutto per coinvolgerlo nelle attività e si fa passare l’importantissimo messaggio del: “ ovunque tu sia puoi far parte di noi e sostenere la nostra causa”.  Alla fine di ogni articolo in oltre sono presenti tutte le principali social icons con cui l’utente può condividere le informazioni. Inoltre, grazie al contatore di like è possibile vedere quante volte è stato condiviso un articolo. Infine, altra importante particolarità, chiunque può lasciare commenti, senza bisogno di iscriversi al sito, compilare format e tutto ciò che solitamente allontana e fa passare la voglia di interagire con gli altri internauti

 

La campagna fotografica: La rivolta del mondo arabo

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In un sito dedicato alla totale interazione con l’utente non potevano che mancare i visi degli stessi. Le foto sono semplici e sono rappresentate da normali ragazzi con in mano un foglio di carta in cui spiegano il perché del loro appoggio alla causa. Le foto sono suddivise per area geografica ed è curioso notare come non siano raffigurati solo volti femminili, ma sono anche molti maschi che hanno voluto “ metterci la faccia”.

Sul sito la scelta è di raffigurare i volti delle donne del mondo arabo, nonostante la partecipazione arrivi da tutto il mondo. Inoltre nessuna delle donne raffigurate ha il velo, proprio per trasmettere quelli che sono gli ideali del movimento che sta dietro questa iniziativa: libertà, ribellione, lotta all’emancipazione e alla discriminazione. Il resto delle foto è visibile a fondo pagina, grazie all’ausilio di Flickr, nell’ennesimo social network utilizzato per veicolare questo messaggio di libertà.

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