Il caffè è un piacere, se non è buono, che piacere c’è?

CaffèIl cyberspazio è un luogo virtuale dove uomini e donne di tutto il mondo si incontrano, discutono, scambiano contenuti attraverso i nuovi canali, come chat, newsgroup, mailing list, pagine di condivisione, blog dove lo spazio ricreato è un luogo vivo fermentato da forti emozioni ed interessi. Il nuovo spazio virtuale è una realtà sociale a tutti gli effetti e il crescente utilizzo dei social network ne è la dimostrazione. Facebok, Twitter, Google Plus, e così tanti altri, sono luoghi di aggregazione che spingono gli utenti iscritti a interagire proliferando i contatti e spingendo all’azione verso un medesima issue. L’attezione che sollecita gli utenti nel visitare una pagina, nel condividere un contenuto o nel “linkare” news si attiva grazie all’esistenza di un tema o valore che scuote all’azione.

Lo sviluppo della comunicazione virtuale ha permesso l’accesso a tantissime realtà che senza il digitale, non avrebbero avuto spazio in altri canali e sicuramente non la stessa visibilità. Se analizziamo il mezzo negli ultimi anni si sono diffuse  campagne sociali sul web innovative, si sono diffuse azioni comunicative che partano dal digitale per affermarsi nel mondo reale.

Oggi grazie all’aumento delle nuove campagne sociali e agli strumenti utilizzati, raggiungere delle somme da donare in beneficenza, non è più così lontano. Molte associazioni si sono dotate di nuovi strumenti di marketing che attraverso piccoli gesti conquistano il cuore di chi aderisce alle iniziative senza la prerogativa di sforzi economici. La creatività contraddistingue le nuove forme di contatto virtuale, si trasforma in un richiamo verso l’iniziativa che innesca un meccanismo d’innalzamento della soglia di attenzione degli utenti che a loro volta creano un effetto collettivo nella strategia comunicativa e ne diffondo principi e valori.  Il fatto di vivere in un mondo costantemente aggiornato dove la velocità e la flessibilità sono fattori quotidiani, allo stesso tempo si sta avvertendo l’esigenza di creare spazi di riflessione in cui prendersi il proprio tempo, il proprio spazio e anche le proprie idee. Se si pensa come nell’arco di una pausa caffè si possono concentrare moltissimi momenti di cura o di eventi per la persona, allo stesso tempo i luoghi virtuali sono diventati anche questo, momenti di stacco. Il caffè s’identifica come pratica quotidiana e sono i gesti più semplici che restano impressi nella memoria. La pausa caffè denota un aspetto conciliare e di affetto, rappresenta simbolicamente una passione, un ricordo, un’emozione. Oggi le campagne sociali sono costruite sulla base dei valori, emergenti o consolidati, che rispecchiano i bisogni informativi e comunicativi degli individui. Si costruiscono spazi virtuali in cui richiamare l’attenzione e la partecipazione a iniziative di carattere diverso e che non precludono dispendio di soldi ed energie da chi si lascia coinvolgere, ma il solo senso del dovere che farà leva.

Ad esempio una campagna esemplare è quella nata nel 2011 da parte dell’associazione internazionale Avaaz – Il Mondo in Azione, la comunità online che crea campagne per portare la politica dei cittadini nei processi decisionali di tutto il mondo. Sono più di 21 milioni di utenti iscritti. Tra le prime forme di raccolte è stato lanciato lo slogan “ Aiutiamo Avaaz: il prezzo di un caffè per il cambiamento” per sollecitare e sottolineare come il piccolo contributo da parte di ciascun membro è di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell’associazione e dalle loro iniziative ad un  costo irrisorio.

I costi ridotti delle campagne sociali sul web permettono una diffusione nello scenario mediatico che fino ad oggi era recluso a una parte pagante delle agenzie di comunicazione e anche in termini di visibilità si fuori esce dai confini territoriali e raggiunge un impatto decisamente superiore grazie al “Tam Tam” degli utenti e la comunicazione a rete.

Un traguardo raggiunto è stato quello della Federazione Internazionale HUMANA People to People presente in 43 Paesi di Africa, Asia, Europa, America che incita all’adozione a distanza di bambini africani al solo costo di un caffè. Far leva sull’emozione degli individui e portarli a riflettere sulla condizione esistenziale che affronta ogni giorno un individuo da altre parti del mondo e i differenti costi della vita, dove il costo di un caffè corrisponde all’adozione di un bambino.

Nei social network si creano spazi di discussione e di confronto dove gli utenti legano fra loro e costruiscono luoghi di pressione decisionale. Il far parte del mondo virtuale diventa un fattore di connessione con il resto del mondo che permette di far conoscere nuove realtà nelle quali identificarsi. Se pensiamo alla protezione degli animali, al sostegno di categorie svantaggiate, all’attenzione della catena alimentare, a tutto ciò che può valorizzare un’azione di massa e la facilità con la quale si riesce a inserire all’interno di questi gruppi e rompere l’indifferenza collettiva. Il tutto, se riflettiamo, che può essere racchiuso all’interno di una pausa caffè. I secondi impiegati durante la pausa sono gli stessi che possono essere sfruttati per la partecipazione a campagne sociali. Il semplice accesso al proprio profilo Facebook,grazie ad un semplice like si può far muovere una campagna. Si può partecipare a un flash mob, si può girare un video online, si può cambiare il modo di pensare e di vivere in un arco di tempo ristrettissimo come quello di una pausa caffè. Il caffè piace in moltissimi modi, lungo, ristretto, macchiato, freddo, e ciò nonostante è sempre presente nella nostra vita e ci accompagna. Allo stesso modo la vita sociale di un essere umano varia a seconda delle condizioni sociali, politiche ed economiche. Se si riflette, l’impegno alle volte di partecipare a diverse iniziative online non è così distante dal partecipare a campagne sociali virtuali. Da questa idea nasce “1caffè”  una Onlus a sostegno di altre associazione per la raccolta fondi attraverso promozioni e donazioni quotidiane sul web. La vision punta sulla semplicità del gesto e lo collega a un atto di eroismo. Grazie agli strumenti social come Facebook, Twitter, YouTube, Pinterest e Intagram si coinvolgono gli utenti, si fanno partecipare alle campagne diffondendo immagini, suoni e contenuti. L’associazione ha un testimonial d’eccezione, Luca Argentero, attore e tra i membri fondatori dell’associazione che fa leva sul suo status simbol nei confronti dei giovani aperti a queste nuove forme d’iniziativa.

Scorrendo la pagina Facebook sono moltissime le associazioni che sono state sostenute da questo meccanismo di solidarietà e abbracciano un contesto multiculturale, come ad esempio Africa, Cina, India, oltre che ad associazioni  italiane. La campagna di raccolta dei caffè ha la durata di un solo giorno, ciò permette di integrare altre associazioni bisognose di visibilità durante il resto dell’anno. Coloro i quali aderiscono all’iniziativa, ricevono in seguito i contatti dell’associazione alla quale hanno elargito il denaro, per seguire l’operazione in tutti gli aspetti e scoprire insieme gli obiettivi raggiunti. L’iscrizione è gratuita. Anche l’Unicef ricorda che per sostenere le loro azioni, aiutare un bambino costa meno di un caffè.  Ciò contraddistingue le nuove realtà associative dal passato, ovvero partendo da un proprio sito web di presentazione, l’interazione con gli utenti si diffonde su altri canali grazie all’aiuto e al sostegno di chi crede nelle iniziative e ne abbraccia la filosofia. Il cyberspazio diventa un amplificatore incontrollabile, una cassa di risonanza che se gestita con un sotto velo di strategie di marketing aiuta le realtà sociale ad emergere.

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