#OccupyGezi YETRLI! (basta)

La rivoluzione turca è iniziata da cinque giorni. I media tradizionali italiani hanno stabilito, invece, che le proteste sono iniziate da tre giorni. Il giornale La Repubblica il 2 giugno ha intitolato la rivolta come conseguenza di alcuni “caroselli” a base di birra: Schermata 2013-06-02 alle 11.58.36 I “caroselli” sono partiti in difesa del parco pubblico Gezi, dove in migliaia di giovani si sono accampati per impedire la distruzione di un polmone verde nella capitale per farne un centro commerciale. Secondo Repubblica , il fatto che siano stati tutti giovani ad accamparsi per un loro diritto, dia la facoltà di denigrare tale scelta associando giovane=alcool= divertimento = cazzeggio.

[fonte Ansa] ISTANBUL – Era iniziato come una protesta di cittadini contro la distruzione di un parco, il Gezi Park di Taksim, e dei suoi 600 alberi, nel cuore di Istanbul. Ma il movimento si fa ogni giorno di più simile alle rivolte della stagione degli indignados di Madrid, Londra o New York.

Queste rivolte si sono trasformate in lotta tra cittadini e forze dell’ordine in modo talmente esponenziale da richiamare l’attenzione di tutti che grazie al web, in particolare l’uso di Twitter, di diffondere le immagini aberranti di usurpazione di potere del partito islamico Akp e del premier Recep Tayyip Erdogan.  Da una semplice manifestazione pacifica si è arrivati a calpestare completamente i più elementari diritti umani : libertà di pensiero e di espressione.

Il parco è il simbolo della protesta dei cittadini contro uno slancio economico fittizio del governo Erdogan, il quale si riversa sulle spalle dei lavoratori e non, in cui orari di lavoro interminabili, spazi verdi riconvertiti in super centri commerciali, urban gentrification, nei quali si evince  una evidente trasfigurazione del progresso in favore di pochi .

Il 30 maggio, BAM, lo scontro è iniziato. Si è svegliata la solidarietà.  La repressione violenta della polizia di queste notti nei confronti degli attivisti rimasti nel parco ha riportato e riattivato la popolazione.  Il simbolo delle manifestazioni pacifiche da parte della popolazione resterà per sempre quest’immagine :

Occupy Gezi

La vera rivoluzione, in atto, in questi giorni, non è solo fra le vie di Istanbul, ma si diffonde sul web, contro i mezzi di informazione nazionali che minimizzano gli eventi, non trattano della protesta, non hanno realizzato interviste e non hanno diffuso immagini, solo notizie minimizzate. Il ruolo dei social network è di fondamentale importanza se si riflette come in Turchia il primo mezzo di diffusione Internet , l’accesso è lentissimo e la TTNET non fa accedere a Twitter e Facebook

Testimonianza direttaMa nel mondo le proteste incalzano e diffondo video, immagini, dichiarazioni, interviste!

La partecipazione attiva di milioni di utenti che spontaneamente supportano le proteste in Turchia e si diffondono. Movimenti spontanei in un contesto totalmente libero da qualsiasi organizzazione, diffondo sul web incontri, cortei e anche turni di gestione, senza la prevaricazione di nessuno, semplicemente perché si è stanchi della situazione e perché qualcuno ha iniziato nella spontaneità per dire : YETRLI ( BASTA).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...