Ma siamo sicuri di voler continuare ad usare gli hashtag al di fuori di Twitter?

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Si sente tanto parlare in questi giorni dell’arrivo dell’uso degli Hashtag su Facebook, ma in quanti sanno realmente di cosa stiamo parlando? Molti utenti, soprattutto internauti del mondo di Facebook, si domandando cosa può giovare nell’utilizzo di questo strumento, il cancelletto #. Se pensiamo che Twitter, come social network di soli 140 caratteri, ha attivato per primo questa funzione particolare, per favorire la possibilità di seguire argomenti di particolare interesse.

Ma cerchiamo di capire meglio. Cosa è l’Hashtag ?

Identificato con il simbolo del cancelletto (hash) # viene utilizzato nel web per indicizzare parole, argomenti, temi di discussione e possono generare allo stesso modo  attività di marketing. La parola se preceduta dell’hash, diventa cliccabile e conduce al risultato di una ricerca su Twitter di quel termine. Ad esempio :

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Come si può notare  se scrivo un tweet “ La #Turchia è in una situazione politica molto pericolosa”, offro ai miei followers la possibilità di andare ad indagare su quello che succede in Turchia cliccando direttamente sull’hashtag e, facilmente, si può leggere tutto quello che si sta dicendo su quell’argomento su Twitter in pochissimi secondi. I tre fondatori di Twitter, Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone, hanno definito il social network come “ a real-time information network that connects you to the latest information about what you find interesting ”, un modello di informazione efficace perché in tempo reale e le news che interessano sono facilmente raggiungibili e seguibili.

Se Twitter, nato nel 2006, ha la sua essenza nei tweet definiti come piccoli crepitii di informazione lanciati agli altri utenti come messaggi in una bottiglia e dove il ruolo principale lo gioca la community dove sono gli internauti che devono aprire quel messaggio, interagire, re-tweettare e commentare.

Ma in Facebook, che ruolo hanno gli hashtag? Immagine

Prima di rispondere alla questione principale è doveroso da parte mia una brevissima introduzione di che cosa stiamo parlando, ovvero:

Facebook è il social network. Primo nelle classifiche mondiali, ha spopolato rapidamente negli anni e  come dimenticare lo slogan di apertura del social al momento dell’iscrizione “ per restare in contatto con le persone della tua vita”, un mondo virtuale nel quale l’interazione degli utenti è la sua natura e ne ha contraddistinto le caratteristiche trasferendo comportamenti sociali nel mondo virtuale.

Per le sue caratteristiche sociali, è diventato il social network più ambito dai brand mass market e non solo, da chiunque voglia farsi conoscere: Non sei su Facebook? Allora non mi interessi.

Il social ha predisposto l’apertura delle pagine per far si che le aziende che vogliono raggiungere il proprio target e la massima interattività, lo possono fare nel massimo rispetto della privacy dei propri utenti.

Dopo questa breve panoramica sarà più semplice comprendere l’adozione dell’# su Facebook e come prima analisi si rivela che il vantaggio maggiore nell’utilizzo del cancelletto è sicuramente per le aziende o per i brand che possono sfruttare il sistema di ricerca per migliorare le performance di Facebook ADS (il sistema di “inserzioni” che permette ad aziende e professionisti di promuovere prodotti e servizi) e poter incrementare gli introiti.

La comunicazione attraverso gli hashtag permetterà di migliorare l’online reputation,  engagement, online contest, event live.

 

Per ogni hashtag ricercato si viene a creare una nuova pagina a tutti gli effetti che include e racchiude in essa tutto ciò che viene condiviso dagli utenti come si può vedere in questa immagine :

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Cliccando sulla parola #mare, si apre una pagina dedicata solo a questo argomento per cui è semplice il monitoraggio da parte sia dei singoli utenti, ma anche dai brand. L’altra faccia della medaglia è che si può dimostrare uno strumento di rischio per la fuoriuscita di commenti negativi. La facoltà di potersi connettere con una parola chiave ad altri utenti e pagine porterà sicuramente alla creazione del solito campo di “ricerca” o “ interessi”  attraverso un tool di creazione inserzioni per ricercare un dato tema.

Sarà più semplice coinvolgere gli utenti in attività mirate e sarà più semplice l’integrazione con gli altri social da Instagram a Google Plus e poter seguire eventi in real-time.

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Sta di fatto che ogni singolo utente potrà visualizzare nell’elenco dei post con un determinato hashtag solo i messaggi pubblicati da amici o dai post in modalità pubblica, quindi visibili a tutti. La privacy degli utenti in questo modo non verrà intaccata anche se si allontana dai fini reali del tool #. Esattamente come su Twitter si avrà presto la possibilità di seguire gli hashtag più utilizzati, la possibilità di acquistare hashtag sponsorizzati e seguire trend più rilevanti degli utenti che si seguono, ma il limite rispetto a Twitter è evidente nel sistema di privacy che Facebook non ha intenzione di alterare che ai fini dell’utilizzo del cancelletto per favorire l’interazione fra gli utenti ne ha ben poco, ma è invece più fruibile sicuramente per i brand.

Facebook “connette” gli utenti ai propri interessi, passioni, bisogni specifici. Lo fa favorendo le iscrizioni alle pagine ufficiali, le espressioni di gradimento, la personalizzazione dei profili. Sempre più gente su Facebook (o utilizzando i Plug In esterni a Facebook) stabilisce una connessione tra sé e un certo numero di interessi, bisogni, passioni. Ciò ci permette di intercettare questa gente sia tramite Facebook ADS sia per mezzo delle altre strategie già viste nel corso.

Inoltre se si riflette sul fatto che la modalità di vendita delle inserzioni su Facebook è il costo per impression, fa si che si l’uso dell’hashtag si trasforma in link che ricollega il link alla pagina facebook incrementando sicuramente il numero della pagine presenti sulla piattaforma, quindi impression. Il guadagno per Facebook è evidente.

La domanda è : siete ancora sicuri di voler continuare ad usare gli hashtag al di fuori di Twitter?

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