Le sang va couler dans le caniveau

Dopo l’attentato di ieri, ho deciso di fermarmi un attimo. Non ho voluto scrivere nulla. Ho solo atteso, registrando fatti, leggendo opinioni e sentendomi completamente al di fuori di quello che si stava verificando nel nostro mondo occidentale.

Mi rendo conto come sia forte l’ignoranza populistica che divaga e diffonde false informazione tramite i nuovi media e chi persevera attraverso il mezzo stampa di denigrare altre culture, specialmente quella del musulmano. Definito, ahimè da tempo come assassino e terrorista, come se colui che frequenta una moschea, crede in Maometto, sia un terrorista da bannare dal territorio italiano ed europeo. Come se musulmano significasse ignorante, rozzo,privo di cultura e fondamenta. Come se musulmano fosse la feccia della civiltà contemporanea.

Oggi assistiamo inermi a queste forme estremiste di populismo, da un lato, dove di contro c’è una crescita esponenziale di una comunità che non è più locale e circoscritta, ma diffusa a livello mondiale in una globalità che forse è troppo complessa da sostenere se sussistono ancora il potere certe forze cetrifuge di populismo estremo.

Verso dove cinquant’anni fa l’Europa guarda alla sua unione? Quali sono stati i reali presupposti per questa unione delle nazioni? Per abbiamo aperto le frontiere se poi additiamo chi con i barconi ci tende la mano per una speranza di vita?

I discorsi sono molto lunghi e complessi e bisognerebbe fare un’analisi geopolitica della nostra civiltà attuale. Ma dopo tutte le avversità che abbiamo dovuto affrontare, mi duole affermare oggi che è stato fatto di tutto, tranne che l’educare il nostro popolo ( in questo caso italiano) nella mediazione culturale. Lo straniero è vissuto come una paura dell’altro incondizionata. Non si ha rispetto per il lavoro svolto da questi uomini e donne ( anche plurilaureati) che accettano di ricominciare da capo nella speranza di una vita nuova e stabile per loro e per i loro futuri figli. Come se noi non avessimo delle guerre che incombano sulle nostre coscienze e che abbiamo contributo alla mercificazione delle armi e alla carneficina che ne consegue.

La cosa più pericoloso è il come non ci sia nessuna forza politica nel nostro territorio che circoscriva i poteri estremisti intransigenti. Come esistono da noi ( per citarne uno Casa Pound) allo stesso modo esistono in Medio Oriente. Non è mancanza di civiltà e non tutti i terroristi sono i musulmani. Non tutti i musulmani elaborano attentati terroristici, non tutti fomentano odi razziali, culturali, religiosi. Molti esigono rispetto, così come noi lo chiediamo agli altri.

La strage di ieri mattina al giornale satirico è un boomerang verso quella parte di popolazione musulmana che vive nei nei nostri territori e che fa fatica ad inserirsi. E’ duro abitare in una città diversa dalla tua. E’ duro vivere in un’altra nazione perché nella tua non c’è lavoro, ma ancora più duro quando devi vivere in un luogo che a chiare lettere ti invia messaggi di come tu sia un fastidio, di dover lasciare quel poco che hai conquistato e che a dir loro non meriti.

Io sono profondamente addolorata per le vicende delle ultima 48h. E’ in atto una guerra di livello planetario, siamo tutti sotto attacco, ma ho deciso di scrivere, anzi più sfogarmi, per dire di abbracciare i musulmani. Non giratevi dall’altra parte, ma porgete l’altra guancia in favore del rispetto reciproco della persona, dell’anima di chi subisce tre volte di più di quello che tu possa pensare. Io non sono di nessuno stato, sono multietnica. Il mio colore della pelle non è chiaro. La mia famiglia da parte di mio padre è di origine spagnola, la parte di mia madre è francese. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in un paese che mi ha accolto e che ha influenzato molto la persona che sono oggi, Ma i nostri figli saranno bambini multiculturali, lasciamo loro di amare chi vogliono e come vogliono, altrimenti quei disegnatori sono morti senza senso.

Con loro non è deceduto solo il rispetto della libertà di espressione, ma anche quello culturale e civile. Motivo per cui è giusto definirlo atto “terroristico”, perché ha distrutto delle certezze ritenute salde, e che invece, ha smontato con i suoi colpi di arma da fuoco e che sta facendo trapelare tutte le nostre insicurezze.

io non ho paura del terrorista. Lui agisce secondo dei suoi fini e delle sue ideologie. Io ho paura del populismo, ho paura dei gruppi estremisti europei, sono loro il vero terrorismo da abbattere.

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