Call to action: 24 aprile è #FashRev

Il 24 Aprile è  Fashion Revolution Day. 

Nel 2013 in Bangladesh  hanno perso la vita 1.133 operai del tessile a causa di un crollo di un palazzo progettato per ospitare uffici , ma che in realtà, era stato utilizzato per creare una vera e proprio officina di laboratori tessili. Senza limiti di orari e senza rispetto dei lavoratori, in massa, ogni giorno e ogni notte, centinaia di persone lavoravano senza soste.

Ecco Rana Plaza:

Rana Plaza

L’industria dell’abbigliamento ha subito un brusco colpo e molti degli operai e operaie che sono riusciti a salvarsi, sono rimasti vittime di gravi mutilamenti e, ancor peggio, vittime dell’indifferenza globale. Subito dopo la tragedia è stato stipulato un accordo Fire and Building Safety, sui controlli di sicurezza a livello internazionale. Sembra che tutto finisca bene.. Invece le domande sono ancora tante, ad esempio:

Ma chi sono le industrie dietro questo accordo? Quale strada è stata imboccata dal commercio globale? 

Possiamo, oggi, comprare vestiti a basso costo senza essere afflitti dai sensi di colpa e sereni del fatto che i salari sono commisurati ai livelli di guadagno standard del paese? 

Ammettiamolo pure, se le grandi case di moda riescono a dormire la notte serene e tranquille, noi che siamo al di fuori dal meccanismo di ritorno economico, oltre al fatto di avere una morale ( ovviamente), ancora due domande ce le stiamo continuando a fare.. Ed è grazie allo sforzo delle collaborazioni che vengono dal basso e al buon senso di persone che da tutto il mondo hanno deciso di combattere l’omertà dei grandi brand.

 Il Fashion Revolution Day, nato in Gran Bretagna da un’idea di Carry Somers, pionera in UK del Fair Trade dal 1992 e di Orsola de Castro, stilista italiana

Campagna social
Campagna social

In Italia il movimento è seguito dalla stilista Marina Spadafora, grande sostenitrice di una moda etica e sostenibile dal 1990, direttrice creativa di Auteurs du Monde, la collezione di moda etica  di Altromercato, sostiene che

«La strada della sostenibilità non è più un’opzione ma una necessità. Possiamo scegliere il modo e il mondo in cui vogliamo vivere. Responsabile è bello. Questa è la strada da percorrere».

Adesso la domanda è: cosa puoi far tu? Aiuta a proporre la consapevolezza dell’acquisto!  Come? 

we are fashion revolution

Come? 

Who made my clothes.

Partecipa alla call to action per sostenere un sistema moda che si basi su filiere produttive trasparenti, etiche e giuste.

 #whomademyclothes
#whomademyclothes

Il 24 aprile partecipa alla giornata internazionale e rispondi alla domanda ” Chi ha fatto i miei vestiti?” 

Partecipare è semplice. Indossa i tuoi abiti a rovescio con l’etichetta ben visibile e fatti un selfie! Condividi la foto attraverso i social media con l’hashtag #whomademyclothes. 

Questo sarà un piccolo passo per cercare di far cambiare la mentalità dell’acquisto superficiale verso un senso molto più etico e responsabile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...